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mercoledì 9 luglio 2014

Marilyn Fusco e Maruska Piredda, ai domiciliari le star della Regione Liguria

Andavano dall’estetista in taxi, tra una seduta di consiglio regionale e una giunta. Nella pausa caffè facevano un salto da “Intimissimi” e si compravano gli slip di pizzo. Nero, bianco o chissà che colore. Pagava sempre la Regione Liguria, di cui erano consigliere molto ben in vista o anche vicepresidenti della Giunta e potenti assessori. Pagava Pantalone sotto la voce “rimborsi”, un fiume di denaro diviso per i gruppi politici a decine e decine di migliaia di euro, in aggiunta al favoloso stipendio di consigliere, roba, nuda e cruda, senza diarie, appunto rimbosri e voci laterali, di decine e decine di miagliaia di euro.
Le due superstar  portate (con garbo) agli arresti domiciliari per il reato di peculato sono dello stesso partito, oggi polverizzato dagli scandali, l’Idv di Di Pietro, che oggi non c’è più e già dal nome capisci che allure avevano: la Marylin Fusco, quarantenne in erba, avvocato dalla folgorante carriera politica, a partire dal 2007 quando diventa consigliere comunale, capogruppo e sale nel 2010 in Regione, niente meno che vice presidente della giunta di Claudio Burlando e superassessore all’Urbanistica e la Maruska Piredda, la sexy pasionaria delle hostess Alitalia, che De Pietro pesca nel mazzo e regala ai liguri, facendola eleggere nel listino del centro sinistra, capeggiato, sempre da Burlando. Come si fa a resistere alla bella Marylin, tra l’altro la “donna del capo”, cioè di Giovanni Paladini, anche lui all’epoca boss dell’Idv, deputato di Di Pietro, ex potente sindacalista della polizia, ex leader della Margherita genovese e ligure, convolato a nozze quando lui e Marilyn sono all’apogeo della loro carriera? Come si resiste a Maruska, simpatica sindacalista del volo, che paracadutano in Liguria di cui non sa nulla, neppure il nome dell’aeroporto genovese e che capisce subito i meccanismi della manna piovuta non con il paracadute, ma con il fiume di denaro pubblico dei rimborsi.
Quelli dell’Idv devono avere un feeling particolare con le note spese regionali, se anche un personaggio insospettabile come Nicolò Scialfa, ex vicepresidente della Giunta pure lui, dopo che Marilyn era già inciampata nelle inchieste giudiziarie, un professore insigne nei licei, preside delle più importanti scuole liguri, rapito dalla politica in età avanzata, prima in Rifondazione Comunista, poi con Di Pietro, è agli arresti da ben sei mesi per gli stessi reati di peculato, connessi a favolosi rimborsi per una cifra che gira sui settantamila euro: uno sconquasso. E così a due anni dall’esplosione dello scandalo rimborsi in Liguria, dove quasi tutti i consiglieri sono indagati per irregolarità a tal punto che stanno facendo un’azione legale di difesa, una specie di class action per scrollarsi di dosso il fango-rimborsi, quasi l’intero gruppo dell’ex Idv, che oggi si chiama in altri modi o non si chiama, sta agli arresti domiciliari.
E siccome quello era una delle gambe della maggioranza di governo Burlando che regna sulla Liguria dal 2005 e sta per concludere il suo secondo mandato, oggi tutta l’impalcatura trema.
Ma chi se ne frega? In Liguria e sopratutto nel centro sinistra oggi sono tutti impegnati già nella prossima campagna elettorale del 2015 per la quale è già partito uno sprint da Giro d’Italia. C’è una candidata in fuga, un’altra star del consiglio regionale ligure, Raffaella Paita, spezzina, assessore alle Infrastrutture, lanciata in corsa dal presidente Burlando che ha già detto che non si candiderà più. E’ la moglie del presidente dell’Autorità Portuale di Genova Luigi Merlo del quale ha preso il posto in Regione e su un passerella da concorsoi di bellezza non avrebbe nulla da invidiare a Marilyn e a Maruska, mentre politicamente sembra molto più agguerrita.
Infatti è già lanciata verso le Primarie di centro sinistra, con appoggi non da poco: non solo il suo mentore Burlando, ma figure di spicco in Liguria come l’ex ministro e giudice costituzionale Fernanda Contri e l’ex sindaco di Genova Beppe Pericu.
In questa situazione chissenefrega della bella Marilyn, dal fascino corvino e dagli occhi cerulei, si è dimessa da consigliere per difendersi meglio e quindi fa perdere un voto alla già traballante maggioranza di centro sinistra! Oramai il consiglio è un ectoplasma politico, le cui riunioni sono spesso deserte, dove non si elabora altro che la strategia della prossima battaglia elettorale. Sono tutti azzoppati. Perfino il presidente del consiglio, l’ex potentissimo Rosario Monteleone dell’Udc, l’uomo he rinsaldò l’alleanza, schierandosi con Burlando, si è dovuto dimettere per lo scandalo dei rimborsi. A destra, dove la caduta della stella del Ponente, Claudio Scajola, ha provocato una specie apocalisse politico, scosso solo da singoli starnazzamenti dei survivors, nulla si muove.
Deve stare coperto anche il nipotino dell’ex ministro imperiese, anche lui ristetto agli arresti domiciliari a Imperia per la storia Matacena-Caltagirone- Rizzo, il Marco Scajola, figlio di Alessandro, fratello di Claudio, ex vice presidente della Carige, decapitata anch’essa dagli scandali.
Si salvi chi può in Liguria, dove, malgrado gli anniversari di Enrico Berlinguer, in questa situazione nessuno osa parlare di “questione morale”, anche se proprio per questa questione sono caduti come birilli, uno dopo l’altro e adesso una dopo l’altra, due vice presidenti della giunta regionale, un presidente del consiglio regionale, un presidente amministratore della Carige, la banca-Cassaforte, un ex ministro plenipotenziario di Berlusconi, un ex senatore potente come Luigi Grillo, il leader che nel 1994 permise a Berlusconi stesso di far pendere la bilancia in senato dalla sua parte. Mica quisquiglie.
In questo cataclisma di scandali che coprono lo scibile italiano, dalle connessione con la n’drangheta di Matacena con le ruberie dell’Expò di Milano, con gli svuotamenti del patrimonio Carige, fino alla mutanda di pizzo, meglio cancellare tutto, fare ground zero e puntare sulla prossima campagna elettorale, alla quale mancano esattamente undici mesi, nei quali la Regione Liguria può continuare ad affondare, aguzzando lo sguardo solo per scorgere all’orizzonte il rottame della Concordia che dovrebbe essere demolita qui. Forse

link http://www.blitzquotidiano.it/opinioni/marilyn-fusco-maruska-ai-domiciliari-le-1909073/

lunedì 7 luglio 2014

INVITO GRUPPO BATTITORI LIBERI

Aderisci al Gruppo Battitori Liberi Uniti
https://www.facebook.com/groups/470643416371678/
foto di Dino Donofrio.

mercoledì 28 settembre 2011

Ufficio Scolastico Regionale per la Liguria–Concorso per il reclutamento dei dirigenti scolastici di cui al DDG del 13 luglio 2011







°POSTI MESSI A CONCORSO °POSTI MESSI A CONCORSO 75
°DOMANDE PRESENTATE 749
°CANDIDATI AMMESSI ALLA PROVA SELETTIVA 710





Sede prova preselettiva ed elenco candidati

Ecco
l' avviso del Ministero dell’ Istruzione dell’Università e della Ricerca
Ufficio Scolastico Regionale per la Liguria-Direzione Generale-
Via Assarotti, 40 - 16122 Genova
prot. 5840 / C2Genova, 28 SET 2011
Agli interessati
Al Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca-Direzione Generale
per il personale Scolastico-Ufficio II
Ai Dirigenti delle Istituzioni Scolastiche della Liguria
Ai Direttori degli Uffici Scolastici Regionali
Alle Organizzazioni Sindacali dell’Area V della Dirigenza
All’Albo
Al sito web USR Liguria

OGGETTO: D.D.G. 13/07/2011 – Concorso, per esami e titoli, per il reclutamento di Dirigenti Scolastici per la scuola primaria, secondaria di primo grado, secondaria di secondo grado e per gli istituti educativi. Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 56 del 15/07/2011 – IV serie speciale. Sedi della prova preselettiva e ripartizione dei candidati.

Ai sensi dell’art. 8 del D.D.G. 13/07/2011, si pubblica l’elenco delle Istituzioni scolastiche individuate quali sedi per lo svolgimento della prova preselettiva per la Regione Liguria:

Liceo Scientifico “ G.D. Cassini” Via Galata,34 cancello 16121 Genova
Liceo Artistico “ N. Barabino” Viale Orti Sauli, 34 16121 Genova

Si allega alla presente la ripartizione dei candidati tra le due sedi (allegati n. 1 e n. 2). La prova preselettiva si svolgerà mercoledì 12 ottobre 2011 con inizio delle operazioni alle ore 8,00.

I candidati sono tenuti a presentarsi presso la sede assegnata muniti di un documento di riconoscimento in corso di validità. La mancata presentazione nel giorno, ora e sede stabiliti, comunque giustificata e a qualsiasi causa dovuta, comporta l’esclusione dal concorso.
I candidati, all’atto della compilazione del cartoncino anagrafico, consegnato loro il giorno dello svolgimento della prova, dovranno indicare, a pena di esclusione, la lingua straniera prescelta.
Durante lo svolgimento della prova i candidati non possono introdurre nella sede di esame carta da scrivere, appunti manoscritti, libri, dizionari, testi di legge, pubblicazioni, telefoni portatili e strumenti idonei alla memorizzazione o alla trasmissione di dati, né possono comunicare tra loro. In caso di violazione di tali disposizioni è prevista l’immediata esclusione dal concorso.
I candidati sono altresì tenuti a presentarsi, in sede d’esame, muniti di penna biro nera.
Ai sensi dell’art. 8, comma 5, del bando di concorso la pubblicazione del presente avviso sul sito internet di quest’Ufficio Scolastico Regionale ha valore di notifica formale a tutti gli effetti.
IL DIRETTORE GENERALE F.to Giuliana Pupazzoni




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martedì 29 marzo 2011

Dopo il Tribunale di Milano, anche il giudice di La Spezia condanna il ministero dell'Istruzione

Sostegno, seconda condanna per il ministero: “E’ discriminazione”. Fish: “L’ordinanza va eseguita” Dopo il Tribunale di Milano, anche il giudice di La Spezia condanna il ministero dell'Istruzione per discriminazione ai sensi della legge 67/2006: sotto accusa il taglio alle ore di sostegno di un alunno disabile. Il caso di Milano, confermato anche dopo il ricorso del ministero, riguardava 17 alunni. Nocera: "Le decisioni dovrebbero essere subito esecutive, è molto grave che il ministero finora non l'abbia fatto" ROMA - Seconda condanna per discriminazione al ministero dell'Istruzione: dopo il tribunale di Milano, anche il giudice di La Spezia ha stabilito che i tagli alle ore di sostegno sono discriminatori per gli alunni con disabilità e intimato al ministero di ripristinare immediatamente le ore tagliate. Ma, è la denuncia della Fish, "il ministero non sta dando esecuzione al provvedimento, e anzi ha dato disposizione di non eseguirla". E questo nonostante i pronunciamenti siano "immediatamente applicabili". Una condotta, dunque, "grave, molto grave" La decisione del giudice di La Spezia è balzato sulle pagine dei quotidiani nazionali: il ministero è stato condannato a ripristinare le ore di sostegno ad uno studente con disabilità iscritto ad un istituto superiore cittadino. Una decisione importante, perché attivata non davanti al Tar (come avviene comunemente in tutta Italia) ma di fronte ad un tribunale civile e ai sensi della legge 67/2006 che prevede una procedura specifica quando si ritiene che un atto (in questo caso dell'amministrazione pubblica) sia configurabile come discriminazione nei confronti di una persona con disabilità. Per quanto importante, però, non è una primizia: già a gennaio infatti il Tribunale di Milano aveva compiuto lo stesso percorso, condannando il ministero per discriminazione. E non di un alunno, ma di ben 17 ragazzi e ragazze con disabilità. Ora, però, sottolinea il vicepresidente Fish Salvatore Nocera, "il problema è proprio questo: che il ministero non ha dato esecuzione alla decisione, anche se questa è immediatamente esecutiva". Nocera denuncia che non solo il ministero non ha finora dato seguito alla decisione del tribunale di Milano che chiedeva di ripristinare le ore di sostegno, ma "ha dato disposizione di non eseguirla": in sostanza, dunque, non solo il ministero starebbe collezionando condanne, ma non starebbe neppure eseguendo le disposizioni della magistratura. "Il ministero deve uniformarsi subito alle decisioni e invece non lo sta facendo: una situazione molto grave, di fronte alla quale, addirittura, i genitori dovrebbero denunciare l'amministrazione per inosservanza di atti della magistratura". Vale la pena ricordare che contro l'ordinanza del Tribunale di Milano, del gennaio 2010, il ministero ha presentato subito ricorso, che è stato respinto la scorsa settimana: al decisione dunque è ormai definitiva. In ogni caso, precisa Nocera, "anche in presenza di un ricorso, il ministero è comunque obbligato a dare esecuzione alla decisione della magistratura": se infatti, nei casi in cui ad essere chiamato a giudicare è il Tar, un eventuale ricorso può comportare una sospensiva del primo grado di giudizio, nel caso dei tribunali civili attivati secondo la procedura prevista dalla legge 67/2006 non esiste sospensiva: si può fare ricorso ma la decisione del giudice deve comunque essere onorata. Cosa che il ministero a distanza di quasi tre mesi non ha ancora fatto, ledendo ancor più il diritto degli studenti interessati. Oltre a questa, la procedura davanti al tribunale civile consente alle famiglie di chiedere la condanna del ministero al risarcimento dei danni non solo materiali, ma anche morali. Per Nocera, vista la nuova tendenza dei tribunali, "è plausibile che si moltiplicheranno nel tempo i ricorsi alla magistratura ai sensi della legge 67/2006": una nuova procedura che si va ad aggiungere a quella classica che nel corso degli anni ha portato numerosissime condanne al ministero davanti al Tar. Il tutto sulla scia di importanti pronunciamenti sulla tutela dei diritti degli alunni disabili venuti anche dalla Corte Costituzionale (la sentenza 80/2010 fra queste). "Su tutti questi temi abbiamo chiesto un incontro urgente con il ministero: contiamo di averlo - riferisce Nocera - nei primi giorni di aprile". (ska) (28 marzo 2011)



A gennaio per la prima volta in Italia un Tribunale aveva ritenuto che l'insufficiente assegnazione di ore di sostegno costituisse una vera e propria discriminazione a danno degli alunni con disabilità e non solo una lesione del diritto allo studio. Il ministero dell'Istruzione aveva fatto ricorso, ma i giudici hanno ora confermato la loro decisione: ordinato il ripristino delle ore. Il legale: "Messa la parola fine"


Sostegno scolastico. Esito positivo per la prima azione antidiscriminatoria A segno la prima applicazione della Legge 67/06 in materia di inclusione scolastica. Merito della Ledha di Milano che ha sostenuto numerose famiglie davanti al Tribunale civile per ottenere il ripristino delle ore di sostegno ridotte all'inizio dell'anno


Tribunale di Milano: "Ridurre le ore di sostegno è discriminatorio" Il giudice ha accolto il ricorso di trenta genitori di studenti disabili sostenuti dall'associazione Ledha. Sono tre le scuole coinvolte, che dovranno ripristinare lo stesso numero di ore dell'anno precedente

mercoledì 19 gennaio 2011

IUniScuoLa. DISABILI: ISTAT, NELLE SCUOLE ITALIANE SONO 130 MILA


Gli alunni con disabilità presenti nella scuola dell'obbligo nell'anno scolastico 2009/2010 sono poco piu' di 130 mila; di questi, circa 73 mila sono studenti della scuola primaria e circa 59 mila della scuola secondaria di I grado. In entrambi gli ordini scolastici le alunne con disabilita' rappresentano solo un terzo della popolazione (nella scuola primaria sono 32,6% e nella scuola secondaria il 37,3% degli alunni con disabilita'). E' quanto emerge dall'indagine Istat ''L'integrazione degli alunni con disabilita' nelle scuole primarie e secondarie di I grado, statali e non statali'', relativa agli anni scolastici 2008/2009 e 2009/2010 e diffusa oggi.
L'indagine, svolta nell'ambito di un progetto finanziato dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e in collaborazione con il Ministero dell'Istruzione, Universita' e Ricerca, si e' posta l'obiettivo di rilevare le risorse di cui si sono dotati i singoli plessi scolastici per favorire l'inserimento degli alunni con disabilita'.
Nella scuola primaria la popolazione scolastica con disabilita' ha un'eta' media intorno ai 9,7 anni e ben il 33% degli alunni frequentanti ha un'eta' superiore ai 10 anni.Nella scuola secondaria di I grado l'eta' media della popolazione con disabilita' e' pari a 13,5 anni, con una percentuale di alunni con eta' superiore ai 15 anni pari al 20%. Questi dati evidenziano un elevato livello di ripetenza nella popolazione con disabilita', fenomeno negativo in quanto, in alcuni casi, testimonia un semplice prolungamento nel tempo del progetto riabilitativo dell'alunno con disabilita', soprattutto in mancanza di servizi territoriali capaci di prendere in carico tali persone.
UN ALUNNO DISABILE SU QUATTRO HA PROBLEMI AUTONOMIA. Il 25,8% degli alunni con disabilita' ha problemi nello svolgere in modo autonomo almeno una delle seguenti attivita':


  • spostarsi all'interno della scuola, mangiare e andare in bagno in modo autonomo;

  • il restante 74% degli alunni della scuola primaria non presenta problemi di questa natura.

Nel Mezzogiorno si trova la percentuale piu' alta di alunni con disabilita' con problemi di autonomia (30,7%), contro il 21,6% degli alunni con disabilita' del Nord.
Nella scuola secondaria di I grado si trova un quadro simile, con il 78,7% degli alunni con disabilita' senza problemi di autonomia e il 21,1% con problemi di autonomia.
La distribuzione territoriale evidenzia sempre una maggiore presenza di alunni con problemi di autonomia nel Mezzogiorno (26,3% rispetto al 18,1% del Nord).
Per quanto riguarda i problemi degli alunni della scuola primaria si riscontra che circa il 5% della popolazione con disabilita' ha problemi di tipo visivo, circa il 5% ha problemi di tipo uditivo e circa il 14,3% ha problemi di tipo motorio.
AMBIENTE SCOLASTICO POCO ACCESSIBILE. Nel mondo della scuola l'ambiente, in senso stretto, e' ancora oggi poco accessibile e la presenza di scuole con strutture per il superamento delle barriere architettoniche appare ancora troppo bassa, seppure in aumento. Per entrambi gli anni scolastici (2008/2009 e 2009/2010), infatti, le scuole secondarie di I grado presentano una condizione architettonicamente piu' accessibile agli alunni con disabilita' rispetto alle scuole di ordine inferiore. In generale, la situazione relativa all'abbattimento delle barriere architettoniche sembra migliorare per entrambi gli ordini scolastici passando da un anno all'altro. L'analisi sul territorio, pur evidenziando differenze marcate tra le diverse regioni, mostra come anche nelle regioni piu' ''virtuose'' il 30% delle scuole non abbia ancora terminato l'abbattimento delle barriere architettoniche.Il gradiente Nord-Sud e' molto evidente in entrambi gli anni scolastici e ordini di scuola per quanto concerne la presenza di scale a norma e di servizi igienici accessibili, mentre la situazione delle scuole, per i percorsi interni ed esterni, sembra essere meno caratterizzata territorialmente.

Nell'anno scolastico 2008/2009 le scale e i servizi igienici a norma sono presenti in piu' del 70% delle scuole primarie e secondarie di I grado, mentre, complessivamente, poco piu' del 50% delle scuole sembra avere dei percorsi interni ed esterni non accessibili agli alunni con disabilita' motoria o sensoriale.

La Provincia Autonoma di Trento ha il minor numero di scuole non a norma, soprattutto per cio' che riguarda le barriere fisiche, mentre in Calabria si trova la quota piu' alta di scuole non a norma

Nell'anno scolastico 2009/2010 la situazione sembra essere leggermente migliorata: le scale e i servizi igienici a norma sono presenti in piu' del 75% delle scuole primarie e secondarie di I grado, mentre, complessivamente, poco piu' del 65% delle scuole sembra avere dei percorsi interni ed esterni accessibili.

Tra le Regioni piu' virtuose, alla Provincia Autonoma di Trento si aggiungono la Lombardia e la Provincia Autonoma di Bolzano, mentre sono la Calabria e la Valle d'Aosta a presentare i valori piu' bassi, ma solo per quanto riguarda i percorsi interni ed esterni.
INSEGNANTI DI SOSTEGNO. Infine, sul fronte degli insegnanti di sostegno l'Istat evidenzia che il processo di integrazione scolastica passa attraverso ''lo sviluppo delle competenze dell'alunno negli apprendimenti, nella comunicazione e nella relazione nonche' nella socializzazione, obiettivi raggiungibili attraverso la collaborazione ed il coordinamento di tutte le componenti in questione nonche' dalla presenza di una pianificazione puntuale'' degli interventi da mettere in atto.

Per quando riguarda l'apprendimento, la figura professionale di riferimento e' quella del docente curriculare e del docente di sostegno, cui si affiancano, per lo sviluppo della comunicazione, delle relazioni e della socializzazione, altre figure professionali, tra le quali l'assistente educativo culturale (AEC) o assistente ad personam, il facilitatore della comunicazione, il comunicatore per sordi e il collaboratore scolastico con assegnazione specifica per l'assistenza agli alunni con disabilita'.

I dati relativi ai docenti di sostegno vengono diffusi dal Miur, mentre poco delle altre figure professionali che dovrebbero supportare, a seconda delle specifiche esigenze, l'alunno con disabilita' nel processo di integrazione sociale.Nell'anno scolastico 2008/2009 i dati del Miur indicano che nella scuola statale ci sono circa 60.529 insegnanti di sostegno nel complesso dei due ordini scolastici, considerando sia quelli a tempo indeterminato sia determinato. Di questi, 33.556 lavorano nella scuola primaria e 26.973 nella scuola secondaria di I grado.La Legge finanziaria del 2008 ha stabilito che, a livello nazionale, deve esserci un insegnante di sostegno ogni due alunni con disabilita' e ha limitato, contemporaneamente, l'accesso alle deroghe (l. 244/2007).
Nonostante l'obiettivo nazionale sembri essere stato raggiunto, sussistono alcune differenze regionali: la Basilicata, infatti, ha un numero medio di alunni con disabilita' per insegnate di sostegno piu' basso (pari a 1,4), seguita dalla Calabria (1,7). Nel Lazio e in Abruzzo si riscontra, invece, un numero medio di alunni per docente piu' elevato, pari a 2,5.L'indagine dell'Istat mostra che, oltre agli insegnanti di sostegno, lavorano nelle scuole statali e non statali circa 13 mila assistenti educativi culturali (AEC), 700 comunicatori per sordi, 1.500 facilitatori della comunicazione e 20.289 collaboratori scolastici con assegnazione specifica per l'assistenza agli alunni con disabilita'.
Fonte map/sam/ss (Asca)

lunedì 6 dicembre 2010

Debutta in Italia la tessera sanitaria per gli animali da compagnia

Anche i nostri amici a quattro zampe avranno una tessera sanitaria individuale. L'iniziativa, unica in Italia, è stata realizzata con il Patrocinio del Ministero della Salute, per avere sempre sotto controllo, in ogni luogo e in ogni momento, lo stato sanitario di cani, gatti (e altri animali d'affezione). La tessera la rilascia AmicoPets che è il primo portale on line per la gestione informatizzata dei dati anagrafici e clinici. I proprietari potranno richiedere la tessera individuale dei loro animali registrandosi al sito http://www.amicopets.it/. Basteranno pochi secondi per la creazione di un semplice account ai quali farà seguito la consegna a domicilio della AmicoPets Card. Tessera alla mano, il proprietario potrà navigare il portale http://www.amicopets.it/. per approfondire nozioni di base sull' accudimento del proprio animale e soprattutto potrà recarsi dal medico veterinario di fiducia per associare alla AmicoPets Card il data base personalizzato dei dati anagrafici, clinici e sanitari relativi al proprio pet. Le posizioni sanitarie individuali censite nel data base di AmicoPets concorreranno alla creazione di una banca dati nazionale di dati anagrafici, epidemiologici, clinici e statistici della popolazione animale presente nelle case degli italiani. Vi collaborano i medici veterinari dell'ANMVI (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani) per rendere un servizio d'avanguardia ai proprietari e consolidare la cultura del possesso responsabile, della prevenzione veterinaria e per avviare un monitoraggio sanitario utile anche a fini di sanità pubblica.
Leggi Dossier “Tessera sanitaria individuale per gli animali da compagnia”

sabato 16 ottobre 2010

Una Spa per gestire le scuole


Postato da Leonardo Donofrio
16 Ottobre 2010
[Il governo studia «Scuole spa», l'ipotesi di una società per azioni cui conferire la proprietà degli edifici scolastici e la competenza per la loro manutenzione e messa in sicurezza, oggi in carico agli enti locali.
Il progetto è allo studio dei ministeri dell'Economia, dell'Istruzione e delle Infrastrutture, che ci stanno lavorando in questi giorni per produrre un piano operativo e forse un provvedimento legislativo entro il mese di ottobre. La formula allo studio viene considerata dal Mef «inedita», l'innovazione punterebbe a un miglior utilizzo dei «flussi di spesa» per reperire nuove risorse, ma i dettagli sono ancora in via di definizione]
Una Spa per gestire le scuole

di Giorgio Santilli

ROMA - Il governo studia «Scuole spa», l'ipotesi di una società per azioni cui conferire la proprietà degli edifici scolastici e la competenza per la loro manutenzione e messa in sicurezza, oggi in carico agli enti locali.
Il progetto è allo studio dei ministeri dell'Economia, dell'Istruzione e delle Infrastrutture, che ci stanno lavorando in questi giorni per produrre un piano operativo e forse un provvedimento legislativo entro il mese di ottobre. La formula allo studio viene considerata dal Mef «inedita», l'innovazione punterebbe a un miglior utilizzo dei «flussi di spesa» per reperire nuove risorse, ma i dettagli sono ancora in via di definizione.
L'ipotesi allo studio prenderebbe in considerazione anche la partecipazione al progetto degli enti previdenziali che potrebbero entrare nel capitale della società per azioni. Il rendimento sarebbe garantito dall'incasso di canoni di locazione pagati dagli enti locali, oggi proprietari degli immobili interessati al progetto. La formula, vicina a un project financing freddo, potrebbe essere aperta ad altri soggetti pubblici e privati. Come nel caso del social housing l'operazione potrebbe coinvolgere le fondazioni bancarie mentre al momento è esclusa la partecipazione della Cassa depositi e prestiti. Al ministero della Pubblica istruzione fanno notare che il consenso degli enti locali è uno degli aspetti delicati dell'operazione.
Alla nuova società potrebbero andare una parte dei finanziamenti destinati dal Cipe all'edilizia scolastica per la messa in sicurezza degli edifici esistenti. Si tratta di un miliardo di euro di cui già sono stati assegnati 226 milioni per l'Abruzzo e 358 della prima tranche del piano nazionale. Restano da assegnare ancora 416 milioni per cui il ministero delle Infrastrutture stava già preparando un'istruttoria da portare al Cipe, garantendo la quota di riserva per il Mezzogiorno, data dall'utilizzo dei fondi Fas. A questi fondi si potrebbero aggiungere altre risorse pubbliche bloccate per le procedure eccessivamente farraginose.
A far capire che un'accelerazione sull'edilizia scolastica fosse in corso era stato nei giorni scorso lo stesso ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, che aveva annunciato la messa a punto di interventi per potenziare e migliorare la manutenzione scolastica soprattutto nel Mezzogiorno.

Da tempo, d'altra parte, il tema dell'intervento nelle scuole è oggetto di un confronto fra il governo e i costruttori dell'Ance che aveva avanzato, attraverso la propria struttura Ispredil, proposte di partecipazione dei privati, basata proprio sul modello del canone pagato dagli enti locali per ciascun alunno.
I dati sono rilevanti. I punti di erogazione del servizio per l'istruzione gestiti da comuni e province sono 42mila per un totale di 62 milioni di metri quadrati di superficie, di cui circa il 40% esposta ad elevato rischio sismico e il 7% ad elevato rischio idrogeologico.
Gli studenti, fruitori dei servizi, sono 7,8 milioni. Il ministero dell'Istruzione ha rilevato che 14.700 edifici a livello nazionale presentano urgente necessità di manutenzione straordinaria per la messa in sicurezza. Per 10mila di essi è stata ipotizzata, dai tecnici che hanno svolto la rilevazione per l'anagrafe ministeriale degli edifici, la demolizione. Per gli interventi più urgenti sarebbero necessari subito, secondo stime della Protezione civile, 13 miliardi di euro.
Non è escluso che alla Scuole spa potrebbe essere assegnato anche lo svolgimento di servizi di mensa o di assistenza agli studenti o anche di aggiornamento professionale dei docenti. L'importo bandito per lavori nelle scuole è stato, negli ultimi cinque anni, in media di 1,8 miliardi di euro l'anno, mentre la spesa per consumi energetici si attesta sugli 1,5 miliardi di euro l'anno.
http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2010-10-10/gestire-scuole-080337.shtml?uuid=AYmjZaYC