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martedì 29 marzo 2011

Dopo il Tribunale di Milano, anche il giudice di La Spezia condanna il ministero dell'Istruzione

Sostegno, seconda condanna per il ministero: “E’ discriminazione”. Fish: “L’ordinanza va eseguita” Dopo il Tribunale di Milano, anche il giudice di La Spezia condanna il ministero dell'Istruzione per discriminazione ai sensi della legge 67/2006: sotto accusa il taglio alle ore di sostegno di un alunno disabile. Il caso di Milano, confermato anche dopo il ricorso del ministero, riguardava 17 alunni. Nocera: "Le decisioni dovrebbero essere subito esecutive, è molto grave che il ministero finora non l'abbia fatto" ROMA - Seconda condanna per discriminazione al ministero dell'Istruzione: dopo il tribunale di Milano, anche il giudice di La Spezia ha stabilito che i tagli alle ore di sostegno sono discriminatori per gli alunni con disabilità e intimato al ministero di ripristinare immediatamente le ore tagliate. Ma, è la denuncia della Fish, "il ministero non sta dando esecuzione al provvedimento, e anzi ha dato disposizione di non eseguirla". E questo nonostante i pronunciamenti siano "immediatamente applicabili". Una condotta, dunque, "grave, molto grave" La decisione del giudice di La Spezia è balzato sulle pagine dei quotidiani nazionali: il ministero è stato condannato a ripristinare le ore di sostegno ad uno studente con disabilità iscritto ad un istituto superiore cittadino. Una decisione importante, perché attivata non davanti al Tar (come avviene comunemente in tutta Italia) ma di fronte ad un tribunale civile e ai sensi della legge 67/2006 che prevede una procedura specifica quando si ritiene che un atto (in questo caso dell'amministrazione pubblica) sia configurabile come discriminazione nei confronti di una persona con disabilità. Per quanto importante, però, non è una primizia: già a gennaio infatti il Tribunale di Milano aveva compiuto lo stesso percorso, condannando il ministero per discriminazione. E non di un alunno, ma di ben 17 ragazzi e ragazze con disabilità. Ora, però, sottolinea il vicepresidente Fish Salvatore Nocera, "il problema è proprio questo: che il ministero non ha dato esecuzione alla decisione, anche se questa è immediatamente esecutiva". Nocera denuncia che non solo il ministero non ha finora dato seguito alla decisione del tribunale di Milano che chiedeva di ripristinare le ore di sostegno, ma "ha dato disposizione di non eseguirla": in sostanza, dunque, non solo il ministero starebbe collezionando condanne, ma non starebbe neppure eseguendo le disposizioni della magistratura. "Il ministero deve uniformarsi subito alle decisioni e invece non lo sta facendo: una situazione molto grave, di fronte alla quale, addirittura, i genitori dovrebbero denunciare l'amministrazione per inosservanza di atti della magistratura". Vale la pena ricordare che contro l'ordinanza del Tribunale di Milano, del gennaio 2010, il ministero ha presentato subito ricorso, che è stato respinto la scorsa settimana: al decisione dunque è ormai definitiva. In ogni caso, precisa Nocera, "anche in presenza di un ricorso, il ministero è comunque obbligato a dare esecuzione alla decisione della magistratura": se infatti, nei casi in cui ad essere chiamato a giudicare è il Tar, un eventuale ricorso può comportare una sospensiva del primo grado di giudizio, nel caso dei tribunali civili attivati secondo la procedura prevista dalla legge 67/2006 non esiste sospensiva: si può fare ricorso ma la decisione del giudice deve comunque essere onorata. Cosa che il ministero a distanza di quasi tre mesi non ha ancora fatto, ledendo ancor più il diritto degli studenti interessati. Oltre a questa, la procedura davanti al tribunale civile consente alle famiglie di chiedere la condanna del ministero al risarcimento dei danni non solo materiali, ma anche morali. Per Nocera, vista la nuova tendenza dei tribunali, "è plausibile che si moltiplicheranno nel tempo i ricorsi alla magistratura ai sensi della legge 67/2006": una nuova procedura che si va ad aggiungere a quella classica che nel corso degli anni ha portato numerosissime condanne al ministero davanti al Tar. Il tutto sulla scia di importanti pronunciamenti sulla tutela dei diritti degli alunni disabili venuti anche dalla Corte Costituzionale (la sentenza 80/2010 fra queste). "Su tutti questi temi abbiamo chiesto un incontro urgente con il ministero: contiamo di averlo - riferisce Nocera - nei primi giorni di aprile". (ska) (28 marzo 2011)



A gennaio per la prima volta in Italia un Tribunale aveva ritenuto che l'insufficiente assegnazione di ore di sostegno costituisse una vera e propria discriminazione a danno degli alunni con disabilità e non solo una lesione del diritto allo studio. Il ministero dell'Istruzione aveva fatto ricorso, ma i giudici hanno ora confermato la loro decisione: ordinato il ripristino delle ore. Il legale: "Messa la parola fine"


Sostegno scolastico. Esito positivo per la prima azione antidiscriminatoria A segno la prima applicazione della Legge 67/06 in materia di inclusione scolastica. Merito della Ledha di Milano che ha sostenuto numerose famiglie davanti al Tribunale civile per ottenere il ripristino delle ore di sostegno ridotte all'inizio dell'anno


Tribunale di Milano: "Ridurre le ore di sostegno è discriminatorio" Il giudice ha accolto il ricorso di trenta genitori di studenti disabili sostenuti dall'associazione Ledha. Sono tre le scuole coinvolte, che dovranno ripristinare lo stesso numero di ore dell'anno precedente